Fosfomicina, dall’Ema restrizioni per l’uso
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Come è noto, la fosfomicina è un antibiotico utilizzato per il trattamento di diverse infezioni. Viene somministrato sia per via orale, nella forma di granuli, capsule e polvere per sospensione orale, ma anche per infusione lenta endovenosa o iniezione intramuscolare. Se per via orale, la fosfomicina è utilizzata per il trattamento delle infezioni del tratto urinario non complicate causate da batteri sensibili. Mentre, l’uso endovenoso di fosfomicina è autorizzato per il trattamento dei casi gravi di osteomielite, infezioni complicate del tratto urinario, infezioni del tratto respiratorio che iniziano in ospedale, meningite e infezioni batteriche nel sangue derivanti da altre infezioni.
In merito all’utilizzo endovenoso, l’Agenzia europea dei medicinali (Ema) ha raccomandato lo scorso marzo che i preparati somministrati per infusione in vena «debbano essere usati per trattare infezioni gravi solo quando altri trattamenti antibiotici non sono adatti». Mentre, con riferimento ai medicinali a base di fosfomicina somministrati per via orale, essi «possono continuare a essere utilizzati per trattare infezioni della vescica non complicate nelle donne e nelle ragazze adolescenti».
In aggiunta a ciò, la stessa Ema raccomanda «che i medicinali con fosfomicina somministrati per via orale ai bambini (di età inferiore ai 12 anni) e le formulazioni intramuscolari (medicinali con fosfomicina per iniezione in un muscolo) non debbano più essere utilizzati poiché non sono disponibili dati sufficienti per confermare i loro benefici per i pazienti». Ciò in seguito ad una revisione da parte del Comitato per i medicinali umani (Chmp) dell’Ema sulla sicurezza e l’efficacia di questi antibiotici.